Il mercato immobiliare italiano e' ancora in calo, per la precisione e' in calo del 13,8% nel primo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Per la precisione le compravendite hanno raggiunto la quota di 212.215, la riduzione e' evidente in ogni settore, da quello residenziale (-14,2%) a quello terziario (-9,2%) , commerciale (-8,7) e produttivo (-5,9).
Nell'ultimo trimestre del 2012 il calo fu addirittura del 29,6%.
La citta' dove il calo risulta piu' alto e' Bologna con il -12,4 poi a seguire Roma e Genova con il -11% mentre Milano e Firenze contengono il calo al 4/5%.
Finanziamenti e Assicurazioni
Notizie finanziarie e molto altro
domenica 9 giugno 2013
sabato 2 marzo 2013
Record Disoccupazione Giovanile
Arrivano altre brutte notizie riguardo al mercato del lavoro in Italia, specialmente per l'occupazione giovanile.
L'Istat ha certificato che il tasso di disoccupazione si e' attestato all'11,7% 0,4% punti in piu' rispetto a dicembre e 2,1 punti in piu' rispetto all'anno scorso. Si tratta del tasso piu' alto dal 1992.
Il numero dei disoccupati e; arrivato a 2 milioni e 999 mila, 110000 disoccupati in piu' rispetto allo scorso dicembre.
Nell'ultimo anno la crescita della disoccupazione e' cresciuta del 22,7% (piu' di 500 mila unita').
La disoccupazione giovanile e' balata al 38,7%, anch'essa ai massimi dal 1992.
Il Comitas, l'associazione delle piccole e microimprese italiane afferma che "Il record di disoccupati registrato in Italia, è la diretta conseguenza della pesante crisi economica attraversata dalle microimprese nel nostro paese. Le 100mila attività chiuse nel 2012 hanno alimentato il numero di disoccupati, attraverso inevitabili licenziamenti. E considerando le 250mila imprese che attualmente versano in stato comatoso, si prevede per il 2013 una nuova ondata di licenziamenti, che farà crescere i numeri già abnormi diffusi oggi dall'Istat".
L'Istat ha certificato che il tasso di disoccupazione si e' attestato all'11,7% 0,4% punti in piu' rispetto a dicembre e 2,1 punti in piu' rispetto all'anno scorso. Si tratta del tasso piu' alto dal 1992.
Il numero dei disoccupati e; arrivato a 2 milioni e 999 mila, 110000 disoccupati in piu' rispetto allo scorso dicembre.
Nell'ultimo anno la crescita della disoccupazione e' cresciuta del 22,7% (piu' di 500 mila unita').
La disoccupazione giovanile e' balata al 38,7%, anch'essa ai massimi dal 1992.
Il Comitas, l'associazione delle piccole e microimprese italiane afferma che "Il record di disoccupati registrato in Italia, è la diretta conseguenza della pesante crisi economica attraversata dalle microimprese nel nostro paese. Le 100mila attività chiuse nel 2012 hanno alimentato il numero di disoccupati, attraverso inevitabili licenziamenti. E considerando le 250mila imprese che attualmente versano in stato comatoso, si prevede per il 2013 una nuova ondata di licenziamenti, che farà crescere i numeri già abnormi diffusi oggi dall'Istat".
giovedì 18 ottobre 2012
Previdenza: Italiani poco informati
L'ultimo studio di GFK Eurisko illustrato al convegno annuale di Assoreti, lo scorso 13 ottobre, afferma che gli italiani non hanno le idee chiare sulla propria pensione.
Il campione degli intervistati comprendeva 1000 persone tra un'eta' di 30 e 60 anni, e tra di loro regnava un forte pessimismo sulla pensione che essi riceveranno a fine carriera, ma e' venuto anche fuori, che tra di essi manca una strategia per correre ai ripari.
Il 38% degli intervistati, pensa semplicemente di dover continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l'eta' pensionabile. Solo il 21% invece pensa di integrare la pensione che riceveranno con una pensione integrativa.
In generale emerge una vera e propria ignoranza sul tema, la macanza di informazione e' la prima causa della scarsa capacita' decisionale degli italiani sulle soluzioni previdenziali per il loro futuro.
Il campione degli intervistati comprendeva 1000 persone tra un'eta' di 30 e 60 anni, e tra di loro regnava un forte pessimismo sulla pensione che essi riceveranno a fine carriera, ma e' venuto anche fuori, che tra di essi manca una strategia per correre ai ripari.
Il 38% degli intervistati, pensa semplicemente di dover continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto l'eta' pensionabile. Solo il 21% invece pensa di integrare la pensione che riceveranno con una pensione integrativa.
In generale emerge una vera e propria ignoranza sul tema, la macanza di informazione e' la prima causa della scarsa capacita' decisionale degli italiani sulle soluzioni previdenziali per il loro futuro.
domenica 14 ottobre 2012
Gli Italiani verso il pagamento elettronico
La ricerca "Italiani e la voglia di CASH", presentata dall'ISPO al SIA EXPO 2012 per SIA (sviluppatore di servizi tecnologici ed infrastrutture per le transazioni finanziarie presente in poco meno di 50 paesi), sottolinea che il 62% degli intervistati usa regolarmente carte di credito, carte prepagate e bancomat, il 19% di essi utilizzerebbe anche il mobile payment, ossia il pagamento di transazioni tramite telefono cellulare.
Solo il 21% totale degli intervistati ha confermato di preferire e quindi di utilizzare solo ed esclusivamente il denaro contante, in questa fascia ci sono casalinghe e pensionati dal basso livello di istruzione (licenza elementare). Dirigenti ed imprenditori con laurea e sotto i 54 anni sono invece i più grandi utilizzatori di carte di pagamento. La fascia dei giovani è invece quella più favorevole all'uso dei cellulari per gli acquisti.
Circa in 30% degli intervistati ha ammesso di essere disposto infine ad abbandonare l'uso del contante.
Il 74% ritiene che l'abbandono del contante a favore dei pagamenti elettronici possa ridurre verosimilmente di molto l'evasione fiscale.
Solo il 21% totale degli intervistati ha confermato di preferire e quindi di utilizzare solo ed esclusivamente il denaro contante, in questa fascia ci sono casalinghe e pensionati dal basso livello di istruzione (licenza elementare). Dirigenti ed imprenditori con laurea e sotto i 54 anni sono invece i più grandi utilizzatori di carte di pagamento. La fascia dei giovani è invece quella più favorevole all'uso dei cellulari per gli acquisti.
Circa in 30% degli intervistati ha ammesso di essere disposto infine ad abbandonare l'uso del contante.
Il 74% ritiene che l'abbandono del contante a favore dei pagamenti elettronici possa ridurre verosimilmente di molto l'evasione fiscale.
giovedì 4 ottobre 2012
Italiani: Assicurazioni private per le spese sanitarie
Nei momenti di crisi di solito la prima cosa che viene trascurata purtroppo e' proprio una delle cose piu' importanti, se non la piu' importante di tutte, cioe' la salute intesa come spesa per le varie cure mediche.
Secondo i dati del sesto Barometro Internazionale di Europe Assistance-CSA Institute. sono circa il 27% degli italiani che ha dovuto cancellare o rimandare per il momento le spese a beneficio della propria salute, questo perche' non potevano permettersi le cure di cui avevano bisogno.
In tutti il mondo si sta manifestando questo problema: il 21% degli americani, 22% degli europei, con punte in Polonia e Germania che arrivano rispettivamente al 41 e al 30%.
Da questo rapporto si evince anche che solo il 45% degli Italiani pensa che il sistema sanitario garantisca un adeguato accesso alle cure mediche a tutta la popolazione.
Il 24% infine si dichiara propenso a stipulare delle assicurazioni private per riuscire a coprire tutte le spese sanitarie alle quali sono sottoposti.
Secondo i dati del sesto Barometro Internazionale di Europe Assistance-CSA Institute. sono circa il 27% degli italiani che ha dovuto cancellare o rimandare per il momento le spese a beneficio della propria salute, questo perche' non potevano permettersi le cure di cui avevano bisogno.
In tutti il mondo si sta manifestando questo problema: il 21% degli americani, 22% degli europei, con punte in Polonia e Germania che arrivano rispettivamente al 41 e al 30%.
Da questo rapporto si evince anche che solo il 45% degli Italiani pensa che il sistema sanitario garantisca un adeguato accesso alle cure mediche a tutta la popolazione.
Il 24% infine si dichiara propenso a stipulare delle assicurazioni private per riuscire a coprire tutte le spese sanitarie alle quali sono sottoposti.
domenica 16 settembre 2012
Case: i prezzi si abbassano ma nessuno le compra
L'ufficio studi di Gabetti ha appena fatto uscire uno studio dove si nota che i prezzi degli immobili sono calati sia nelle grandi città che nelle piccole, rispettivamente si parte dal -1 al -5% nelle prime mentre si finisce per arrivare anche fino al -10% nelle seconde.
Ma questo studio della Gabetti, non si ferma qui, e prosegue affermando che nonostante questo calo dei prezzi gli italiani continuano a non comprare immobili.
La flessione degli acquisti nel mercato immobiliare è pressoché la medesima in tutta Italia.
Il sud ed il centro hanno perso rispettivamente il 20,4 ed il 20%, mentre il nord invece ha perso il 18,9%.
Il problema rimane la difficoltà nell'accedere al credito, infatti con gli stipendi generalmente bassi, le banche chiedono garanzie che poche persone riescono ad offrire.
Questo è stato verificato anche dalla Crif, che dopo aver analizzato l'andamento dei mutui, conferma che la domanda è scesa del 44%.
Ma questo studio della Gabetti, non si ferma qui, e prosegue affermando che nonostante questo calo dei prezzi gli italiani continuano a non comprare immobili.
La flessione degli acquisti nel mercato immobiliare è pressoché la medesima in tutta Italia.
Il sud ed il centro hanno perso rispettivamente il 20,4 ed il 20%, mentre il nord invece ha perso il 18,9%.
Il problema rimane la difficoltà nell'accedere al credito, infatti con gli stipendi generalmente bassi, le banche chiedono garanzie che poche persone riescono ad offrire.
Questo è stato verificato anche dalla Crif, che dopo aver analizzato l'andamento dei mutui, conferma che la domanda è scesa del 44%.
martedì 14 agosto 2012
Mutui:A Giugno - 42%
La Crif, azienda specializzata nei sistemi di informazioni creditizie, di business information, e di supporto decisionale, ha registrato una contrazione della richiesta di mutuo nella prima metà dell'anno del 44%, rispetto all'anno scorso.
Dato il peggioramento della situazione economica
e le scarse possibilità di una rapida ripresa, meno italiani ricorrono al mutuo, e quelli che ricorrono ad esso hanno problemi a farseli concedere, dato che le banche vengono meno alla funzione primaria, ossia quella di concedere finanziamenti, limitando di molti con le varie richieste di garanzie le possibilità di molti italiani.
A causa della situazione economica globale, gli italiani richiedono mutui per una durata sempre più lunga, con una media che oscilla dai 25 ai 30 anni.
Oltre a questo è visibile e lampante il calo del valore del mutuo richiesto, la media l'anno scorso si asstestava a 137055 euro, mentre in questi primi sei mesi è in forte calo 131055 euro.
Dato il peggioramento della situazione economica
e le scarse possibilità di una rapida ripresa, meno italiani ricorrono al mutuo, e quelli che ricorrono ad esso hanno problemi a farseli concedere, dato che le banche vengono meno alla funzione primaria, ossia quella di concedere finanziamenti, limitando di molti con le varie richieste di garanzie le possibilità di molti italiani.
A causa della situazione economica globale, gli italiani richiedono mutui per una durata sempre più lunga, con una media che oscilla dai 25 ai 30 anni.Oltre a questo è visibile e lampante il calo del valore del mutuo richiesto, la media l'anno scorso si asstestava a 137055 euro, mentre in questi primi sei mesi è in forte calo 131055 euro.
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