martedì 14 agosto 2012

Mutui:A Giugno - 42%

La Crif, azienda specializzata nei sistemi di informazioni creditizie, di business information, e di supporto decisionale, ha registrato una contrazione della richiesta di mutuo nella prima metà dell'anno del 44%, rispetto all'anno scorso.
Dato il peggioramento della situazione economica
e le scarse possibilità di una rapida ripresa, meno italiani ricorrono al mutuo, e quelli che ricorrono ad esso hanno problemi a farseli concedere, dato che le banche vengono meno alla funzione primaria, ossia quella di concedere finanziamenti, limitando di molti con le varie richieste di garanzie le possibilità di molti italiani.
A causa della situazione economica globale, gli italiani richiedono mutui per una durata sempre più lunga, con una media che oscilla dai 25 ai 30 anni.
Oltre a questo è visibile e lampante il calo del valore del mutuo richiesto, la media l'anno scorso si asstestava a 137055 euro, mentre in questi primi sei mesi è in forte calo 131055 euro.

venerdì 10 agosto 2012

Italiani: 24milioni di euro per le vacanze

Nonostante la crisi economica, gli italiani non rinunciano del tutto alle vacanze, e pur di trascorrere qualche giorno in completo relax sono pronti a ricorrere al credito.
Il sito prestiti.it sentenzia che nel primo semestre gli italiani hanno chiesto la bellezza di 24 milioni di euro in finanziamenti per viaggi e vacanze.
La cifra media chiesta dagli italiani è di 4100 euro, bel il 41% di meno rispetto alla cifra media dello stesso anno, che era di 7000 euro.
E' risultato che l'età, media del richiedente del prestito è di 39 anni, mentre lo stipendio percepito si aggira ai 1300 euro netti.
I mesi in media per ripagare il debito sono 39, esattamente gli stessi mesi dell'anno precedente.
La rata media da pagare è di 120 euro, cifra alla portata di tutti, certo, poi bisogna vedere se a questa piccola rata se ne aggiungono anche altre, come rate della macchina o affitto/mutuo della casa ecc.

mercoledì 8 agosto 2012

Mutui al 3,2% col tasso variabile

Nonostante il periodo di profonda crisi economica, nonostante lo spread che sembra tornare ai livelli record di qualche mese fa,  i tassi dei mutui per la casa rimangono alla portata degli italiani.
La prima cosa da scegliere è il tipo di tassi da applicare al mutuo richiesto, ossia se scegliere il tasso variabile o quello fisso.
Il tasso variabile è molto interessante dato che ha un interesse molto più basso rispetto al tasso fisso, però è sottoposto ai capricci del mercato finanziario, il che può portare all'incremento del suddetto tasso e quindi portare ad un aumento della nostra rata.
Il tasso fisso invece è per l'appunto fissato nel tempo e quindi non è dipendente dalle fluttuazioni del mercato, però ha un tasso d'interesse più alto rispetto al tasso variabile.
Fatte queste precisazioni, e dopo aver scelto il tipo di tasso che ci conviene di più, bisogna scegliere il numero di anni, che preferiamo.
Poniamo il caso che noi volessimo comprarci una casa ed avessimo bisogno di un prestito di 100000 euro, col tasso variabile da pagare in 20 anni, tenendo presente che l'offerta migliore ad ora è un tasso del 3,2%, ogni singola rata ci verrà a costare 568 euro.
Col tasso fisso al 5,10% invece ogni singola rata ci viene a costare 665 euro, 97 euro in più rispetto al tasso variabile, ma avendo la sicurezza che la rata non aumenterà di un centesimo fino alla fine del mutuo.
Ora non vi resta che scegliere la vostra futura casa e fare due conti sul mutuo che vi conviene di più.

lunedì 6 agosto 2012

160mila lavoratori a rischio licenziamento

La crisi non cenna ad arrestarsi, e ad oggi ci sono 160mila lavoratori a rischio.
Moltissime aziende non ce la fanno a resistere alla crisi economica e pare che l'unica soluzione possibile sia il tagliare l'esubero di lavoratori, oppure delocalizzare all'estero.
Le aziende pronte ad un simile passo sono moltissime, per questo il governo metterà in piedi dei tavoli anti crisi, per tentare di trovare una soluzione per salvare i posti di lavoro.
I problemi appaiono molteplici e non è detto che la causa di essi siano effettivamente imputabili alla crisi economica.
Si va dalla crisi dell'acciaio, all'aretratezza di molte aziende produttrici di prodotti ormai tecnologicamente obsoleti, che non sono in grado di variare la produzione, in modo da creare prodotti attuali appetibili dal mercato.
Drammatica appare la situazione dell'Ilva di Taranto, l'acciaieria più grande d'Europa, che rappresenta da sola il 20% del PIL industriale pugliese, questa è stata posta sotto sequestro dalla magistratura, a causa delle normative violate relative alla sicurezza sia dei lavoratori che dei cittadini di Taranto, il problema è che ora si corre il rischio di far perdere il posto di lavoro a migliaia e migliaia di persone.
Le aziende in crisi sono davvero molte, come ad esempio l'Indesit, che è pronta a chiudere il proprio stabilimento italiano per delocalizzare la produzione delle lavastoviglie in Polonia.
La Nokia ha aperto le procedure per licenziare pressoche metà dei lavoratori italiani.
Altre numerose aziende sopravvivono grazie alla cassa integrazione...
Riuscirà il governo a trovare soluzioni adatte per ogni azienda, in modo da tutelare il posto di lavoro?

domenica 5 agosto 2012

Italiani affondati di debiti, oltre 20000 euro in media per famiglia


Tutto è comprato a rate, computer, televisori, mobili, auto, camper, moto,  vacanze ecc...
Complessivamente il debito degli italiani ammonta a 20170 euro secondo i calcoli della CGIA di Mestre, questa è la cifra a dicembre 2011.
Nell'ultimo anno il debito medio delle famiglie è cresciuto di 911 euro.
Questo incessante aumento del debito, pone le famiglie italiane vicine al pericolo usura.
Da gennaio 2009 il debito medio per ogni famiglia italiana è cresciuto del 33,4% cioè di 5039 euro.
Le famiglie più indebitate risultano essere quelli residenti nella capitale, che hanno un debito medio di 29435 euro, a Milano invece il debito medio è di 28680 euro. Le città con meno debiti risultano essere Vibo Valentia ed Enna con rispettivamente 9429 e 8823 euro di debito.
Il consumismo imperante, posto dai media come bene supremo da ricercare, insieme all'appecoronimento degli italiani, incapaci di pensare con la propria testa ha fatto si che essi ricorressero sempre più spesso al credito per gli acquisti.Possibile che non si riesca a smettere di essere schiavi di un sistema che ci spinge così ossessivamente al consumo?
Quando si arriverà a capire che il sistema imposto è errato e non contribuisce a rendere la vita migliore di quanto possa essere senza tutte le cianfrusaglie acquistate a rate?


Italiani: Crollo delle partenze

Ad agosto gli italiani che andranno in vacanza saranno il 29,5% in meno rispetto all'anno scorso.
Complessivamente c'è stato un calo del 19% rispetto all'estate 2011, calo che ha causato una perdita di circa 15,3 miliardi di euro. Questo è l'implacabile giudizio di federlaberghi che prosegue sostenendo che 6 italiani su 10 rimarranno a casa rinunciando così alle vacanze.
Bernabò Bocca, presidente dell'associazione federalberghi, continua dicendo " di non aver visto mai un calo così generalizzato e devastante.
Gli Italiani che rinunceranno alle vacanze a causa della propria povertà sono il 51,6% contro il 42,8% dello scorso anno.
Di fatto stiamo assistendo allo sgretolamento del ceto medio, che nel nostro paese ha sempre costituito la struttura portante del sistema dei consumi.
A causa di questa crisi dei consumi turistici, non resta altro che richiedere al governo lo stato di crisi, unico strumento giuridico per rimettere in moto l'intero sistema turismo.